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           Redatto da: Debora Visconti

 “UN AIUTO NELLE TEMPESTE”

(Giov. 6:16-21)

 

E’ uno dei pochi episodi che viene riportato anche in Matteo 14:22-36 e Marco 6:45-52. In questi due libri, l’episodio è raccontato in maniera più meticolosa, più nei particolari, però in Giovanni vengono evidenziate altre realtà. Ciò mette ancor di più in evidenza la complementarietà esistente tra i vangeli. Giovanni è l’unico che ci fa conoscere sino a dove i discepoli fossero giunti, nonostante il mare agitato, ovvero essi avevano coperto solo 1/3 della navigazione totale, pari a 5 o 6 km.

 

1.      I DISCEPOLI SCENDONO A MARE

In Matteo 14:22, leggiamo che “…Gesù obbligò i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva…”, mentre Lui si ritirò sul monte a pregare. Si tratta del percorso della nostra vita, in particolare il verbo “scendere” sottolinea il susseguirsi di salite e discese, l’andamento ciclico della nostra esistenza. Saliti sulla barca, i discepoli iniziarono a navigare per raggiungere l’altra riva. Così anche noi abbiamo preso la barca della nostra esistenza per raggiungere determinati obiettivi: alcune volte ci siamo riusciti, altre volte non siamo riusciti a raggiungere il nostro scopo. I discepoli, in un particolare momento del loro percorso, si trovarono in difficoltà: infatti, “il mare era agitato, perché tirava un forte vento” (v. 18).

 

2.    COME I DISCEPOLI AFFRONTARONO IL MARE

Il testo ci fa intendere che i discepoli trovarono la barca sulla riva per caso, in maniera fortuita. Tante volte anche noi ci troviamo davanti a determinate situazioni, magari inaspettatamente, perché la vita è fatta d’incognite e d’interrogativi. La mente umana non è in grado di stabilire ciò che accadrà domani o quanto prima: solo l’Onnipotente, e l’Onnisciente conosce il futuro, poiché Egli è al di fuori della sfera spazio-temporale. Al v. 17, troviamo scritto che “…era già buio e Gesù non era ancora venuto presso di loro”. Qualche volta, sembra che, nelle situazioni in cui ci troviamo, ci sia buio intorno a noi, il buio dell’incertezza, l’impossibilità di trovare una via d’uscita. Ma davanti a realtà apparentemente tristi, c’è in serbo per noi un meraviglioso insegnamento, perché Gesù ci farà capire che Egli è sempre e comunque al nostro fianco, Egli è il nostro Liberatore! Il “vento della depressione”, “della tristezza”, “dell’incomprensione” e così via, può travolgere la nostra vita, ma la cosa più importante è che Gesù sia presente nella nostra vita!

 

3.    GESU’ ENTRO’ NELLA LORO BARCA

Gesù si presentò ai discepoli, proprio quand’essi erano in difficoltà, camminando sul mare (v. 19), come “l’Io sono” (v. 20). Egli ci viene incontro! Ancor più bella fu la scelta dei discepoli, poiché essi lo accolsero nella loro barca (v. 21). Senza Gesù, i discepoli percorsero solo 5 o 6 km, mentre con Gesù giunsero laddove erano diretti. Ciò significa che ciò che noi non possiamo fare, Egli è potente a compiere! Gesù si propone, ma non s’impone: Egli si avvicina a te, ma devi essere tu ad accoglierlo nella tua vita, nella tua barca! La vita non è affatto semplice, ma Gesù vuole essere a nostro fianco, quando il vento e la tempesta andranno contro di noi, affinché possiamo dire, come Davide, “quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me…” (Salmo 23:4). Egli bussa alla porta del tuo cuore, cosa vuoi fare? Accetta Gesù nel tuo cuore, fai di Lui il “comandante” della tua vita ed ogni cosa andrà alla gloria di Dio!