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Redatto da: Debora Visconti

 

“L’AMORE DEL PADRE”

(Luca 15:11-24)

 

Il capitolo 15 dell’evangelo di Luca contiene diverse parabole, tra cui quella di cui parleremo, il figlio prodigo. In questa parabola emergono tre personaggi che, nell’evolversi della storia, assumono un ruolo singolare e fondamentale

 

1.      IL FIGLIO

E’ il più giovane di due figli. Egli è insoddisfatto della propria condizione tanto che pensa di poter trovare di meglio altrove, lontano dalla propria casa. Un giorno, spinto da questa sua “necessità”, andò dal padre, dicendogli: “Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta” (v.12). Notiamo una cosa molto importante, ovvero che la richiesta di questo giovane è prematura, inopportuna, illegittima, poiché il padre  era ancora in vita e, quindi, non era giunta l’ora di ricevere parte della sua eredità. Nonostante ciò, egli ottiene ciò che aveva richiesto e parte “per un paese lontano” (v. 13). In questo paese, apparentemente, trovò ciò che il suo cuore desiderava, ma presto sperperò tutti i suoi beni, vivendo in una condizione di grande disagio. Presto si accorse che la scelta presa non aveva fatto altro che aumentare il vuoto che aveva dentro. La carestia giunse in quel paese ed egli si trovò nel bisogno. Lontani dalla casa del Signore, dalla casa del Padre, ciascuno di noi andrà incontro ad un progressivo deperimento, spirituale e materiale!

 

2. IL PROPRIETARIO DEI MAIALI

Questo personaggio si presenta al v. 15 in maniera improvvisa. Egli si avvicinò al ragazzo proprio quando si trovava nella miseria, lontano dalla grazia del padre. Lo portò fino alla disperazione: “lo mandò nei suoi campi a pascolare i maiali” (v. 15) e non aveva di cosa nutrirsi. Addirittura, “avrebbe voluto sfamarsi con i baccelli che i maiali mangiavano, ma nessuno gliene dava” (v. 16).  C’è qualcuno che cerca il momento propizio e favorevole per agguantare coloro che hanno vissuto nella casa del Padre ed è il “proprietario di questo mondo”. Egli cerca di “sedurre” i figlioli di Dio, travestendosi da “angelo di luce” (II Cor. 11:14), per allontanarci dalla casa del Padre, dall’amore di Dio.

 

3.    IL PADRE

Il giovane aveva ricevuto tanto, ma non aveva saputo apprezzare sino in fondo tutto il bene che il padre gli aveva fatto. La figura del padre porta luce nella vita del giovane. Quest’ultimo, “rientrato in sé” (v.17), si rese conto della triste situazione che stava vivendo e cominciò a considerare la possibilità di tornare a casa, laddove aveva ricevuto tutto ciò di cui aveva avuto bisogno. “Egli dunque si alzò e tornò da suo padre; ma mentre egli era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione: corse, gli si gettò al collo, lo baciò e ribaciò” (v. 20). Anche noi eravamo lontani, ma nonostante ciò Gesù Cristo moriva per noi! Sei forse lontano, ma Gesù ha compassione di te! Il Padre aveva perduto il figlio, ma nonostante ciò lo aspettava: ancora oggi, il Signore ti e ci cerca, aspetta il tuo ritorno, così come il padre aspettava il ritorno del suo figliolo andato via. Egli, non solo lo accolse in quel modo, ma gli diede nuove vesti, perché era di tutto mancante, poi gli mise un anello al dito e dei calzari ai piedi (v.22). Infine, per festeggiare il ritorno del figlio perduto, fece ammazzare il vitello ingrassato. Il Signore vuole darti una nuova veste, la veste di giustizia, che ti permetterà di entrare nel Regno dei Cieli, ed un anello, suggello dello Spirito Santo! Non solo questo, Egli vuole darti anche i calzari per camminare lungo la via che ti porterà al raggiungimento della meta gloriosa. Il padre dimostra ciò che egli è, un padre generoso anche quando non riceve nulla in cambio. Il Padre non ha dato per noi un agnello qualunque, bensì ci ha donato l’Agnello purissimo, il suo Unigenito Figliolo Gesù Cristo!  Qual è la tua scelta? Vuoi continuare ad essere sotto il giogo del “proprietario di maiali?” o vuoi tornare alla casa del Padre?