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                                       Redatto da: Visconti Debora

 

“UN RITORNO GLORIOSO”

(Ezechiele 14:1-6)

 

Ezechiele, profeta-sacerdote di visioni profetiche, ministrò alla casa di Giuda e profetizzò riguardo alla casa d’Israele.

Egli è l’unico profeta che menziona l’idolatria d’Israele quando era schiavo in Egitto. Parla della volontà di Dio di distruggerlo, in quanto uscendo dall’Egitto non aveva abbandonato gli idoli (Ezechiele 20:1-9).

In questo testo, è presentata un’importante verità, una verità assoluta: coloro che vivono una vita idolatra, non hanno la possibilità d’interloquire con Dio, ovvero coloro che non vivono una vita consacrata a Dio, non saranno da Lui ascoltati.

Coloro ai quali Ezechiele indirizzava questa parola, erano persone che conoscevano molto bene la Parola e l’insegnamento di Dio. Addirittura, Ezechiele li definisce col termine “anziani” (v. 1). Ma, Dio disse ad Ezechiele che non avrebbe dato loro “udienza”, poiché la loro vita non era consona, anzi era in antitesi con l’insegnamento di Dio.

Né io, né tu possiamo trarci dagli occhi di Dio, poiché Egli conosce i nostri cuori.

Al v. 5, Dio spiega il perché Egli non avrebbe dato ascolto alle loro parole: “… allo scopo di toccare il cuore di quelli della casa d’Israele che si sono allontanati da me per i loro idoli”.

 

1.      TORNARE A DIO

 

Il verbo “tornare”, usato dal profeta Ezechiele al v. 6, implica che queste persone erano già state con Dio ma che, successivamente, si erano allontanate volontariamente da Lui.

Il Signore riferisce alla casa d’Israele, per mezzo del profeta Ezechiele, che li avrebbe ascoltati solo se essi fossero tornati a Lui. Torniamo ai piedi del Signore!

I tempi difficili giungono e si fanno sentire anche nei cuori di coloro che fanno parte della Chiesa di Dio!

Ravvediamoci, quindi, alla presenza del Signore, perché ciò che conta è avere Gesù nella propria vita.

Magari pensi di essere vestito ed invece sei nudo, pensi di vedere ed invece sei cieco, pensi di essere nella grazia ed invece sei lontano da Dio. Esamina la tua vita, scruta il tuo cuore ed arrenditi a Dio, nel tempo che Egli ti vorrà ascoltare!

“Tornate a Colui dal quale vi siete così profondamente allontanati…” (Isaia 31:6).

Decidiamo di tornare al Signore, andiamo a Lui con tutto il nostro cuore, poniamolo al primo posto nella nostra vita!

 

2.    TORNARE A DIO PER ESSERE RISTABILITI

 

“Se torni all’Onnipotente, se allontani l’iniquità dalle tue tende, sarai ristabilito” (Giobbe 22:23).

Chi si allontana da Dio, perde qualcosa: innanzitutto, ha perso un rapporto con Dio, ovvero la possibilità di poter avere comunione con Lui.

Questa possibilità ci fu data da Gesù, quando morì sulla croce per noi. Infatti, le scritture ci fanno conoscere che quand’Egli, sulla croce, spirò e rese il Suo spirito a Dio, “la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo…” (Matteo 27:51),  mostrando così che l’accesso a Dio era aperto da quel momento in poi (Ebrei 10:19-22). Infatti, la cortina separava il luogo santo dal luogo santissimo ed impediva di accedere alla presenza di Dio.

Chi è lontano da Dio, perde il privilegio di essere un figliolo di Dio!

 

3.    TORNATE A DIO PER AVERE LA VITA

 

“E metterò in voi il mio Spirito, e voi tornerete in vita…” (Ezechiele 37:14).

Chi si allontana da Dio, non soltanto perde la comunione con Dio, ma perde anche la vita, perché lontano da Dio c’è solo morte, disperazione, rovina.

A questo proposito, possiamo ricordare la parabola del figliuol prodigo (Luca 15:11-32) che, lontano dal padre per sua decisione, iniziò ad avere un regredire lento, ma graduale. Torniamo al Signore per avere la vita!

Il figliuol prodigo tornò al padre ed egli lo ristabilì come figlio, dandogli ogni privilegio di cui un figlio può godere.

“Tornate a me… ed io tornerò a voi…” (Zaccaria 1:3); il Signore è sempre  con noi, quando decidiamo di tornare a Lui, Egli aspetta solo un piccolo passo di fede da parte nostra, per venirci incontro, perché il desiderio di Dio è che tu ed io, guardando al cielo, possiamo dire: “DIO, TU SEI MIO PADRE!”.