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Mi chiamo Antonella Cascino, sono nata a Palermo 62 anni fa da una famiglia medioborghese. Ho avuto un’infanzia serena, felice direi. Abbiamo avuto sempre un tantino più degli altri nella vita. La gente ricorda gli anni del dopoguerra come un periodo di privazioni e ristrettezze ma nella nostra casa non c’è mai stata carestia. Mi sono sposata a 22 anni con un ufficiale di marina, ho avuto una figlia e quando la bimba ebbe l’età di 5 anni, cominciai a dedicarmi all’insegnamento. Nel corso degli anni mi sono dedicata a tante attività collaterali: politica, giornalismo, organizzazioni di vendita, volontariato, viaggi, rapporti con gli amici, partite interminabili di poker. Non mi sono mai mancati dei bei capi di abbigliamento firmati ed anche qualche gioiello. La mia vita scorreva tra queste molteplici attività. In chiesa andavo ogni tanto preferibilmente il sabato sera, così da poter essere “libera” la domenica da impegni ecclesiastici. C’era solo il senso del dovere! Un brutto giorno però un fulmine a ciel sereno investì la mia esistenza: dalla condizione di vita serena e tranquilla che stavo vivendo, sprofondai nell’angoscia più profonda e nella disperazione più nera. A Parigi il 12 settembre 1991 un oculista di fama internazionale che avevo consultato per una visita di controllo, mi diagnosticò un tumore all’occhio sinistro della peggiore specie: un melanoma irideo. Caddi in un baratro di disperazione. Cominciai ad andare nelle chiese cattoliche con la speranza di avere conforto da parte dei preti. Mi presentarono un certo sacerdote carismatico dotato di “poteri di guarigione” il quale quando mi vide, anziché aiutarmi cercare Dio mi spintonò sgarbatamente perché m’ero permessa di disturbarlo avendo egli terminato la preghiera e quindi dovevo lasciare la sala assieme alle altre persone. A chi potevo chiedere aiuto? Ero distrutta, non ero pronta a morire, volevo vivere, volevo vedere sposare mia figlia, volevo sconfiggere il male. A quel punto il Signore si fece incontrare da me: un gruppo di evangelici che abitavano vicino casa mia, seppero dello stato in cui mi trovavo. Mi chiesero se volevo pregare con loro per cercare la faccia del Signore. Mi presentarono un Dio buono, potente, pronto a dare guarigione e salvezza spirituale, ma anche guarigione fisica. Ricordo che un fratello mi chiese espressamente: hai tu fede? Se hai fede il Signore ti può guarire in questo istante. Io caddi in ginocchio, il mio cuore si sciolse alla presenza del Signore e io ricordo ancora la preghiera che elevai a Dio in quell’occasione: Signore io voglio credere che Tu puoi salvarmi e puoi guarirmi, ti prego liberami da quest’infermità ed io ti seguirò tutti i giorni che Tu mi darai da vivere. Il Signore ascoltò la mia preghiera, per fede io annullai l’intervento operatorio che era fissato per l’11 novembre dello stesso anno a Parigi presso la clinica Hartmann, la migliore d’Europa per gli interventi di microchirurgia di alta specializzazione. Ebbene il Signore ha bloccato il mio male e grazie a Lui oggi ho non soltanto ancora i miei occhi materiali integri, ma mi ha dato anche una vita spirituale per capire la meraviglia del Suo amore. Ho aperto il cuore a Lui con fede. In ubbidienza alla Sua Parola mi sono battezzata nelle acque dopo qualche mese. Il battesimo nelle acque come quello di Gesù nel Giordano, è la pubblica testimonianza di accettare Gesù come proprio Salvatore, di morire al peccato e di risorgere con Lui come una nuova creatura. Le cose vecchie sono passate, non mi interessano più le cose della vita mondana, ma mi interessa camminare nella vita tracciata da Cristo che è l’unica che porta al Padre. Il Signore mi ha arricchito di tanti doni preziosi, molto più preziosi dei gioielli che prima guardavo dalle vetrine del gioielliere. Mi ha dato pace, serenità, amore fraterno, mi ha perdonato di tutti i miei peccati e in più mi ha dato salvezza e vita eterna. Non è presunzione la mia quando affermo che il Signore mi ha dato vita eterna ma è Lui che ce lo attesta nella Sua Parola: “Chi crede nel Figliuolo ha la vita eterna”. Grazie Signore di ogni cosa, grazie soprattutto che ti ho incontrato sulla mia strada. Cascino Antonella
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