Redatto da: Debora
Visconti
“MA A VOI CHE ASCOLTATE,
IO DICO…”
(Luca
6:21-36)
Solitamente,
siamo noi a chiedere qualcosa a Dio, in maniera anche
un po’ egoistica: oggi è Gesù che fa una richiesta a ciascuno
di noi!
La sua richiesta
è proprio questa: “Amate… benedite… pregate”, espressa
al v. 27.
Al v. 17 dello
stesso capitolo, troviamo scritto che Gesù aveva attorno
a sé una “gran folla di suoi discepoli e un gran numero
di persone di tutta la Giudea, di Gerusalemme e della
costa di Tiro e di Sidone…”; quest’ultimi, però, erano
accorsi a Lui per udirlo e per essere guariti.
Me Gesù, al v.
27, si rivolge a coloro che lo ascoltavano.
Gesù fa la differenza
fra i due verbi: udire ed ascoltare.
Con il verbo
“udire” s’intende il percepire distintamente suoni e rumori
con gli organi dell’udito, mentre “ascoltare” vuol dire
udire con attenzione, con partecipazione stare a udire,
udire con ammirazione, porgere attentamente l’orecchio
a quanto altri stanno dicendo.
La folla era
venuta per udire ed essere guarita, ma Gesù cerava degli
“ascoltatori e non degli “uditori”!
Parleremo noi
ad una persona che ci sente ma non ci ascolta?
Egli sa se tu
vuoi udirlo o vuoi ascoltarlo!
Infatti, nel
Salmo 139:4, troviamo scritto: “Poiché la parola non è
ancora sulla mia lingua, che tu, Signore, già la conosci
appieno”.
Non dobbiamo
cercare Dio solo per ricevere, per avere ciò di cui abbiamo
bisogno, poiché altrimenti sarebbe solo una fede riduttiva!
Vogliamo, quindi,
ascoltare Gesù!
L’espressione
“ascoltare” è presente nell’Antico Testamento, nel libro
di Deuteronomio. Infatti, Mosè parlava al popolo, anteponendo
la parola “ascoltate”.
Il Signore riprende
questa verità nel vangelo di Marco 12:28-29: “…<Qual
è il più importante di tutti comandamenti?>. Gesù rispose:
<il primo è : “Ascoltate, Israele…”.
1.
AMATE
Ci sono diversi
tipi d’amore: protettivo, filiale, umano, sociale, amore
che viene da Dio (agapao) …
Ma cos’è l’amore?
Al di là d’ogni possibile definizione, non c’è amore se
non nella Parola di Dio! Amore è osservare i comandamenti
del Signore !
2.
BENEDITE
Il verbo “benedire”
è formato da due parole: BENE – DIRE, cioè parlare bene.
Alcuni sanno
parlare solo a male, sanno solo criticare e trovare difetti
negli altri.
“Parlare bene”
vuol dire parlare della verità della Parola di Dio; il
soggetto del nostro parlare dev’essere la verità della
Parola di Dio!
Addirittura,
il Signore ci dice anche di parlare bene, di benedire
coloro che parlano mele di noi, coloro che ci maledicono
(v. 28).
E’ semplice,
poiché ciò è necessario affinché possiamo diventare uomini
e donne non mancanti nell’opera di Dio.
3.
PREGATE
Il pregare è
il pilastro della vita cristiana.
La preghiera
dev’essere usata in ambito individuale, familiare…
Se alla base
del parlare non c’è la preghiera, il nostro è un parlare
vano.
La preghiera
è una risorsa infinitamente preziosa, accordata al credente
nel tempo del suo pellegrinaggio quaggiù.
Se, con la Sua
Parola, Dio si compiace di comunicare i suoi pensieri
e i suoi propositi, cui dobbiamo porgere orecchio e dare
ascolto (Isaia 28:23), con la preghiera abbiamo il privilegio
di rivolgere a Lui in piena libertà, sapendo d’essere
ascoltati.
Essa deve rappresentare
un’atmosfera in cui il cristiano vive e senza la qual
è impossibile realizzare una vita alla Sua gloria.
Ascoltare è una
posizione spirituale che il credente deve assumere davanti
a Dio, non è un atteggiamento mentale o una posizione
dell’udito.
Samuele disse
a Dio: “Parla Signore, che il tuo servo ascolta…” (1Samuele
3:9)
Questa parola,
fu la regola, la guida della vita di Samuele. Dio parla
a coloro che ascoltano.
Il messaggio
contenuto in queste tre parole, amate, benedite e pregate,
è il fondamento della rivoluzione cristiana.