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Redatto da: Debora Visconti

“LA CONCA DI RAME”

(Esodo 30:17-21)

 

1.      IL SIGNORE PARLO’ ANCORA

Al v. 17, leggiamo: “Il Signore parlò ancora a Mosè…”, per cui la prima cosa che possiamo notare è che il Signore parlava direttamente al suo servo Mosè. L’Iddio che parlava a Mosè è lo stesso che ancora oggi parla a tutti gli uomini, affinché quest’ultimi possano conoscere la Sua volontà, il Suo volere imperativo. In Ebrei 1:1, troviamo scritto: “Dio, dopo aver parlato anticamente molte volte e in molte maniere ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo del Figlio…”. Il Signore non parla soltanto una volta, ma parla e continua a parlare a ciascuno di noi, se solo siamo disposti ad ascoltarLo. Egli vuole parlarci attraverso la Sua Parola, ma anche attraverso i ministeri che Egli ha concesso e concede alla sua chiesa . Anche noi possiamo parlare con il Signore, attraverso la preghiera, il mezzo necessario per potere avere comunione con Lui. Egli vuole dirti che ti ama e ti ama di un amore eterno! Quando il Signore parla, non dice cose di poca importanza: infatti, il progetto di costruire una conca di rame, velava qualcosa di molto importante e vitale per l’uomo.

 

2.    FARAI PURE UNA CONCA DI RAME

“… farai pure una conca di rame, con la sua base di rame, per le abluzioni…” (v. 18). Perché la conca doveva essere proprio di rame? Il rame sta ad indicare che il Signore è il giusto giudice, Egli non guarda con favoritismi. Inoltre, il Signore aggiunse: “… la porrai tra la tenda di convegno e l’altare…” (v. 18). Essa doveva essere riempita d’acqua, affinché gli uomini potessero lavarvi le mani ed i piedi, per non morire (v. 20).

 

3.    IL SIGNIFICATO DELLA CONCA DI RAME

Nel v. 20, viene espresso il bisogno della purificazione, perché gli uomini religiosi, così come tutti gli altri, peccavano. Tutti quanti abbiamo bisogno di chiedere perdono a Colui che è tre volte Santo! Ad ogni modo, la conca di rame non è solo simbolo di purificazione. L’acqua, come ben sappiamo, offre all’uomo la possibilità di rispecchiarsi: essa è figura della Parola di Dio e ci mostra veramente ciò che siamo. Oggi molte persone credono di essere uomini e donne “a posto” davanti a Dio, poiché “buoni” padri e madri di famiglia, persone socialmente utili e impegnate. Tutto questo è senza dubbio positivo, ma non basta, perché ciò di cui l’uomo ha bisogno è la grazia di Dio, il suo perdono. Egli ci da la possibilità di essere oggi salvati! Se vuoi avere un “contatto” con Dio, devi passare dalla conca di rame, lavarti le mani e piedi ed entrare nella tenda di convegno, laddove potrai sentire la presenza di Dio. In questo modo, anche tu potrai dire: ero lontano da Dio e da peccatore sono diventato un peccatore salvato per grazia.