Chiesa Cristiana Evangelica A.D.I
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Redatto da: Debora Visconti

            "IL DOLCE INVITO DI CRISTO"

                  (Cantico dei Cantici 2:8-13)

Ancora una volta, prenderemo in esame una piccola parte di questo libro poetico. Come già abbiamo detto nel sermone precedente, il Cantico dei Cantici prende in considerazione il rapporto tra Cristo e la sua Chiesa. Si tratta di una relazione d’amore crescente, forte ed inestinguibile (cap. 8:7).

1. LA CHIESA SI RIVOLGE A CRISTO

“Ecco la voce del mio amico! Eccolo che viene… L’amico mio è simile ad una gazzella, o ad un cerbiatto…” (v. 8,9).In questi versi è sottolineato un concetto fondamentale, cioè la tempestività con la quale il Signore interviene. Egli ode la voce di coloro che vanno a Lui con fede: “Il Signore è vicino a tutti quelli che lo invocano, a tutti quelli che lo invocano in verità. Egli adempie il desiderio di quelli che lo temono, ode il loro grido, e li salva.” (Salmo 145:18,19). Il verso nove continua dicendo: “… Eccolo sta dietro il nostro muro e guarda per la finestra, lancia occhiate attraverso le persiane”. Ciò sta ad indicare la presenza persistente del Signore che ci chiama a sé. Egli vuol far di noi “un vaso nobile, santificato, utile al servizio del padrone, preparato per ogni opera buona” (2Timoteo 2:21).

 2. CRISTO ALLA SUA CHIESA

Il Signore esprime la sua volontà dicendo: “Alzati, amica mia, mia bella, e vieni, poiché, ecco, l’inverso è passato, il tempo delle piogge è finito, se n’è andato…” (v. 10,11). L’Iddio in cui crediamo e che serviamo è un Dio che parla ai nostri cuori, che manifesta la Sua volontà! Egli è vivente e non possiamo inscriverlo in una statua o in qualsivoglia rappresentazione artistica, poiché sono “opera delle mani dell’uomo. “Hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono, hanno orecchi e non odono, hanno naso e non odorano, hanno mani e non toccano, hanno piedi e non camminano, la loro gola non emette alcun suono” (Salmo 115:4-7). Il Signore ci chiama ad essere desti, Egli vuole darci vita e vita in esuberanza! Si rivolge a noi con il termine “amici”: eravamo erranti e senza Dio, eravamo “pecore smarrite”, ma un giorno il Signore ha mandato il suo unigenito Figliolo, Gesù Cristo, ed Egli si è fatto conoscere da noi. Egli ci ha comprati col suo sangue e per questo utilizza l’aggettivo possessivo “mia” (1Pietro 1:18,19). Inoltre, Egli aggiunge che questa sua amica è anche “bella”. Infatti Egli l’ha resa tale purificandola e santificandola nel suo nome! Al v. 12, leggiamo: “I fiori spuntano sulla terra, il tempo del canto è giunto, e la voce della tortora si fa udire nella nostra compagna.” (v. 12). L’inverno è passato, la morte è finita! (v.11). Egli c’invita a venire a Lui perché solo in questo modo l’inverso passerà e per noi inizierà una nuova stagione, ricca di benedizioni. Il tempo delle piogge può essere considerato come il periodo delle prove, delle difficoltà.

 3. CRISTO SI RIVOLGE ANCHE A TE!

Il Signore ha un piano diverso per ciascuno di noi, che esula da questo mondo. Egli vuol far di noi il suo tesoro particolare ed instaurare un rapporto intenso e benedetto. Egli vuole darti novità di vita! Poiché in Lui possiamo avere la vera vita! Che cosa vogliamo fare allora? Vogliamo continuare a vivere nell’inverno gelido oppure accettare il dolce invito di Cristo che ci chiama a sé, dicendo: “Vieni” (v. 13). Viviamo insieme quella primavera spirituale, che ci porta a fiorire come la palma!