Redatto
da: Debora Visconti
“CRISTO
E LA SUA CHIESA”
(Cantico
dei Cantici 1:13-17; 2:1-3 )
Il libro,
dal quale sono stati tratti i versi che analizzeremo,
è stato scritto da Salomone, come altri libri poetici.
In chiave
profetica e poetica, Salomone parla dell’amore tra Cristo
e la Chiesa. I due soggetti principali in questo cantico
sono lo sposo, l’amico, vale a dire Gesù, che descrive
la sua sposa come la sua “amica”, e la sposa, l’amica,
cioè la Chiesa di Cristo, che parla del suo sposo come
il suo “diletto”.
1.
LA
CHIESA VISTA DA CRISTO
“Come sei
bella, amica mia, come sei bella! I tuoi occhi sono come
quelli dei colombi”
(v. 15).
Innanzi
tutto, Gesù sottolinea una caratteristica, cioè la bellezza.
Quest’ultima, però, non è una proprietà insita nella Chiesa,
bensì deriva dal fatto che Gesù ci ha lavati, riscattati
ed imbiancati col suo sangue prezioso. Inoltre, Egli si
rivolge alla sua Chiesa chiamandola “amica”. Gesù, infatti,
ci chiama “amici”: “Voi siete miei amici, se fate le cose
chi io vi comando. Io non vi chiamo più servi, perché
il servo non sa quel cha fa il suo signore; ma vi ho chiamati
amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che
ho udite dal Padre mio.” (Giov. 15:14-15). Nel capitolo
due al verso due leggiamo:”quale un giglio tra le spine,
tale è l’amica mia tra le fanciulle”. La Chiesa viene
paragonata ad un giglio tra le spine. Questo giglio è
lo stesso del “giglio delle valli”, in quanto Cristo e
la sua Chiesa sono la medesima cosa. Si parla però, di
me “giglio tra le spine”: quest’immagine riflette le condizioni
in cui si trova giornalmente la Chiesa. Ma, non dimentichiamo
che il giglio ci parla della forza di Dio e, nonostante
tutto, continua a rimanere tale! Siamo e resteremo “giglio”
perché Dio è con noi!
2.
CRISTO
VISTO DALLA CHIESA
Anche
la Chiesa risponde dicendo: “Come sei bello, amico mio,
come sei amabile” ( V.16).Nel capitolo 2 ancora leggiamo:
”Io sono la rosa dei Saron, il giglio delle
valli…… qual è un melo tra gli alberi del bosco,
tal è l’amico mio fra i giovani……” (v.
1 e 3). Gesù,
quindi, viene presentato come “l’Io sono”, come Colui
che era, che è e che sarà. Egli è l’Eterno presente. In
Giov. 6:6-21, viene descritto l’episodio in cui i discepoli
erano su una barca diretta verso Capernaum. Il mare era
agitato ed essi ebbero paura, ma Gesù si accostò a loro
camminando sulle acque, dicendo: ”Sono io, non
temete” (v. 20). Inoltre, viene espressa la figura
della “rosa di Saron”. La rosa è il fiore per eccellenza
che ci parla di bellezza e fragranza. Forse, è uno tra
i più bei fiori del creato. Come la rosa, il Signore è
la bellezza personificata, bellezza intesa non da un punto
di vista fisico (Isaia 53:2), bensì da un punto di vista
spirituale. La fragranza, tipica della rosa, vuole, invece,
sottolineare la vitalità che Gesù riesce a dare alla nostra
vita spenta. Ma, il verso che stiamo analizzando, ci parla
di una rosa particolare, ovvero “la rosa di Saron”.
Saron è una pianura che si estende lungo il Mediterraneo,
ricca d’ogni bene, d’ogni cosa buona. Il Signore è Colui
che ci conduce nei “verdeggianti pascoli” (Salmo 23:2),
Egli vuol donarci ogni cosa di cui abbiamo bisogno! “Il
deserto e la terra arida si rallegreranno, la solitudine
gioirà e fiorirà come la rosa; si coprirà di fiori, festeggerà
con gioia e canti d’esultanza; le sarà data la gloria
del Libano, la magnificenza del Carmelo e di Saron…… (Isaia
35:1,2). Saron, inoltre, è un posto di gran benedizione
(Atti 9:35). Riconosciamo Colui che è la rosa di Saron!
Egli vuol benedire la nostra vita! Egli si presenta anche
come “il giglio delle valli”. Il giglio, a differenza
della rosa, è più resistente, forte, tenace. Esso rappresenta
la maestosità: infatti, il Signore non è soltanto dolce
e fragrante. Egli è l’Onnipotente!
3.
UN
FORTE DESIDERIO
La
sposa ha il vivo desiderio di stare all’ombra dello Sposo,
per godere dei frutti dolci al suo palato (v. 3).
Domandati: Sono
giglio o no? Sono un figliolo di Dio o non lo sono?
Sono all’ombra del “melo” Gesù vuole essere il tuo amico!!